Oggi mi sono svegliato con una cagata in canna e il mal di pancia. Forse a causa dell'incoveniente c'è stato il greco; un paninaro vicino all'ufficio che produce merda con le cipolle e l'agnello: a me piace assai. Ormai navigo nello schifo a vista.
Ma andiamo avanti, la rassegna di puttane oggi purtroppo è piuttosto scarsa, e temo che la qualità delle fregne intraviste sulla metro tenderà a assottigliarsi con l'incedere dell'estate.
Fino all'arrivo in fermata, zero puttane, niente.
Al bar dove di solito prendo i biglietti un cofano infame alla cassa, zero puttane.
Scendo le scale della metro, altrettanto (zero).
Superando i cancelli della metro noto sulla mia sinistra un bel tocco, ma qualcosa mi trattiene dall'inseguire il "panaro" (in linguaggio terrone, culo), la prima regola dell'infoiato, e mentre il panaro gira a sinistra appena scese le scale che portano ai binari io, inspiegabilmente, giro a destra.
La metro arriva dopo poco, semivuota ma manco tanto. All'interno notiamo:
1. coatta ultratrentenne con borsetta della merc e maglietta rossa non attillatissima, ma che lascia comunque in bella mostra decilitri di adipe. Cesso.
2. tettona laida ma grassissima. Complimenti per le tette, ma inguardabile in faccia. Cesso.
3. qualche cinquantenne/sessantenne indegna di nota.
4. Uno di quei cofani con la faccia da topo, magrissima e nasona.
Disperato e frustrato mi volto verso la mia sinistra dove noto un tocchetto che non è male, se non fosse per l'atteggiamento para-artistico da studentessa in architettura con interessi cinefili e bibliofili. Magra, pallida, ma caruccia. Biondina e ben vestita, ma niente tette. Cazzo. Oltretutto parecchio lontana. Me la farei comunque: sono ormai al terzo mese (me sa).
Dopo un paio di fermate entra l'unica degna di nota in eye-area: un bel panaro devo dire, abbastanza grande, purtroppo dotata di capelli ricci ridicoli color giallo acceso e con tette medie, diciamo al massimo una terza. E' rimasta di spalle tutto il percorso, niente eye-contact, niente di niente.
All'arrivo a destinazione ho abbandonato il mio hobby e, presa una copia di metro, ho letto fino in ufficio.
Per oggi un cazzo, vedremo al ritorno.
Rapporto del viaggio:Quantità: 3/10
Qualità: 3/10
Sensazione all'arrivo: Postumi da cocco frammisti a tristezza da cannarolo.
Note a margine:
Il viaggio, magro, ha riservato una sorpresa: un bel gayone coatto con camicia nera di flanella senza collo (attillata) e pantaloni jeans slavati ricoperti di macchie sparse (apparentemente fatte a mano) multicolori. Si andava dalle macchie di caffé a macchie di pittura rossa. Indossava anche un bellissimo paio di stivali neri in stile simil-cowboy ma di fattura palesemente italiana, con la punta rialzata e stretta. Strepitoso. Mi ha cioccato un paio di volte.